Crea sito

Coronavirus, l’Intelligenza Artificiale aveva previsto l’epidemia cinese. Molto prima degli scienziati

A lanciare l’allarme, una settimana prima degli scienziati cinesi, è stata l’IA della società canadese BlueDot. Fra i dati analizzati i notiziari in 65 lingue, i post sul social e i dati sulle prenotazioni dei biglietti aerei.

Continuano a giungere notizie drammatiche circa gli effetti dell’epidemia da coronavirus. I morti hanno raggiunto, ad oggi, il numero di 81, con oltre 2500 contagiati fra Cina, USA, Australia, Taiwan, Macao, Giappone, Singapore, Malesia, Francia, Corea del Sud, Vietnam, Canada e Francia.

Il virus, tenuto sotto controllo dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ricorda molto quello della SARS, da cui mutua la pericolosità ma ne aumenta l’infettività. E proprio in merito al controllo della diffusione dell’epidemia, ancora una volta l’Intelligenza Artificiale si sarebbe dimostrata migliore degli scienziati nel riconoscere la pericolosità dell’infezione.

Software per la sicurezza sul lavoro
www.progettoalbatros.net – Software per la sicurezza sul lavoro e nei cantieri edili

Il primo allarme di BlueDot il 31 dicembre, una settimana prima delle autorità

Mentre i primi allarmi dagli scienziati e dagli enti pubblici risalgono, infatti, al 6 gennaio, l’Intelligenza Artificiale messa a punto dalla società canadese BlueDot aveva già messo in allarme i propri clienti, rilasciando alcuni bollettini, fin dal 31 dicembre.

BlueDot è, come detto, una società canadese specializzata nel riconoscimento e nella creazione di modelli in caso di epidemia. Nasce dal genio di Kamran Khan, responsabile del reparto di infettivologia di Toronto all’epoca del contagio da SARS, nel 2003.

Ma come ha fatto BlueDot ha prevedere l’arrivo dell’epidemia e i successivi spostamenti? Fondamentalmente grazie all’enorme lavoro di analisi fatto dall’Intelligenza Artificiale capace di analizzare i notiziari e i bollettini medici rilasciati in 65 lingue diverse.

Oltre a questo c’è una fase di analisi dei post degli utenti sui grandi social network (anche se la compagnia preferisce non dare troppo peso a questi dati, ritenuti inaffidabili) e il monitoraggio della vendita di biglietti aerei e degli altri mezzi di trasporto per prevedere l’apertura di nuovi focolai.

L’elaborazione di questa enorme mole di dati, sommata alla competenza del team di Kamran Khan e all’esperienza già fatta ai tempi della SARS ha portato il team di BlueDot ad anticipare tutti nella rilevazione della malattia. E mentre festeggiavamo l’arrivo del nuovo anno, i primi bollettini della società prevedevano l’arrivo di qualcosa di molto pericoloso dall’Estremo Oriente.

Il primo bollettino, che come detto è stato rilasciato dalla società il 31 dicembre 2019, parlava infatti di una grave epidemia che si stava diffondendo a Wuhan. E dall’analisi dei flussi dei viaggiatori, si prevedeva che avrebbe raggiunto presto Tokyo, Bangkok, Seul e Taipei nei giorni successivi.

Un rapporto che le autorità hanno preferito insabbiare, iniziando a prendere le prime contromosse solamente il 6 gennaio, cioè una settimana dopo la segnalazione di BlueDot. Un ritardo che, quando si parla di virus e propagazione di minacce biologiche, può essere fatale.

Google Flu Trend, la società californiana aveva anticipato tutti ma non ci ha creduto

In chiusura ricordiamo che seppure l’Intelligenza Artificiale di BlueDot sia quella più sviluppata e, a giudicare dai dati, quella meglio addestrata, non sono mancati esperimenti in tal senso anche da parte di giganti dell’hi-tech.

Una delle prime società a credere nell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per prevenire infezioni ed epidemie fu Google, che nel 2013 lanciò il servizio Google Flu Trend. L’applicazione, però, che doveva prevedere ed analizzare i trend influenzali, fu però chiusa dopo alcune performance disastrose riguardo l’epidemia di influenza nel 2013. A conti fatti, forse Google ha mollato con troppa fretta un settore che, come visto, può essere fondamentale per l’umanità.

Mario Ferraioli

MARIO FERRAIOLI - CEO e SOFTWARE ENGINEER nel '94 fonda lo STUDIO ALBATROS con l'obiettivo di realizzare applicativi per la sicurezza sul lavoro con metodi basati su un sistema esperto.