Crea sito

Coronavirus negli Usa, guarisce a 70 anni dopo due mesi di ricovero: ora deve pagare un milione di euro

Un paziente di 70 anni, contagiato dal coronavirus e ricoverato in ospedale per oltre due mesi, nonostante fosse dato per spacciato dai medici è riuscito contro ogni previsione a guarire e a ristabilirsi, seppur portando ancora con sé i segni lasciati dal Covid. La storia a lieto fine di Michael Flor, un uomo di Seattle (Stati Uniti), si ferma qui. Anche perché, come ha espresso il diretto interessato, «quando ho visto il conto dell’ospedale ho rischiato di morire una seconda volta».APPROFONDIMENTI

Michael Flor, 70 anni, sposato e con due figli, era stato uno dei primi pazienti Covid degli Stati Uniti. L’uomo era infatti stato ricoverato nello stesso ospedale in cui era nato lo scorso 4 marzo, quando i casi confermati in tutto il paese erano appena 149 (a tre mesi di distanza sono stati superati i 2 milioni di positivi accertati). Sottoposto a ventilazione polmonare assistita per più di un mese, Michael Flor ha seriamente rischiato di morire e i medici avevano avvertito la famiglia, permettendo alla moglie e ai figli di comunicare con lui a distanza grazie a un telefono, per ascoltare le sue ultime volontà.

Contro ogni previsione, Michael Flor è guarito e lo scorso 2 maggio è stato dimesso, come riportato dal Seattle Times. A salutarlo tutti gli operatori socio-sanitari dell’ospedale, che hanno applaudito il 70enne che si apprestava ad uscire dall’ospedale, su una sedia a rotelle e indossando una maglietta di Superman. Un momento davvero commovente per l’uomo che nonostante l’età avanzata è stato ribattezzato come “bambino miracolo“, per essere nato una seconda volta nello stesso ospedale. Non poteva essere altrimenti, considerando che ad oggi Michael Flor risulta essere ancora il paziente con la più lunga ospitalizzazione per coronavirus in tutti gli Stati Uniti.

Purtroppo per l’uomo, come spiega il Seattle Times, ora potrebbe arrivare un nuovo soprannome, decisamente più beffardo: quello di “Million Dollar Baby“. Già, perché a oltre un mese dalla sua dimissione, è arrivato il conto dell’ospedale, che reclama il pagamento di oltre 1,1 milioni di dollari (circa 997mila euro) per le lunghe e diversificate cure a cui era stato sottoposto. Se l’uomo non avesse avuto un’assicurazione sanitaria, tra l’altro, la fattura sarebbe stata ancora più pesante.

In particolare, Michael Flor dovrà pagare 9736 dollari per ogni giorno passato in terapia intensiva e in isolamento, un totale di 408.912 dollari per i 42 giorni passati in isolamento, 82.215 dollari per 29 giorni di ventilazione meccanica, 100mila dollari per i due giorni in cui i medici avevano fatto di tutto per salvarlo dopo un collasso degli organi e altre centinaia di migliaia di dollari per farmaci, attrezzature e dispositivi di protezione individuale utilizzati da medici e infermieri. «Quando ero ricoverato e riuscivo a parlare con la mia famiglia, dicevo a mia moglie di farmi uscire di lì: sapevo che non ci saremmo potuti permettere cure prolungate» – spiega oggi l’uomo – «Mi sento colpevole di essere sopravvissuto, ho sempre pensato “perché tutte queste cure solo per me?” e ora che ho visto il prezzo mi sento ancora più colpevole».

Mario Ferraioli

MARIO FERRAIOLI - CEO e SOFTWARE ENGINEER nel '94 fonda lo STUDIO ALBATROS con l'obiettivo di realizzare applicativi per la sicurezza sul lavoro con metodi basati su un sistema esperto.