Gru precipitata, la procura indaga per omicidio. Il nodo sicurezza: nel mirino la catena di appalti

Allarme dell’Ispettorato del lavoro: 9 imprese edili su 10 non sono in regola

Entrano nel vivo le indagini per determinare la dinamica dell’incidente che sabato mattina a Torino ha causato la morte di tre operai, precipitati da una gru in un cantiere aperto per ristrutturare il tetto di uno stabile di sei piani in via Genova, a pochi passi dal Lingotto.

Per effettuare le verifiche e determinare le cause del crollo, la procura torinese ha aperto un fascicolo per ora contro ignoti ed il reato ipotizzato è omicidio colposo.

Ieri i vigili del fuoco – su mandato del pm Giorgio Nicola, che fa parte del gruppo specializzato sulla sicurezza sul lavoro guidato dal procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo – hanno svolto un ulteriore sopralluogo, avvalendosi anche di un drone che dall’alto ha ripreso tutta l’area dove si è verificato l’incidente. Il tratto di strada tra via Millefonti e via Caduti è stato posta sotto sequestro. Il pm ha già nominato un consulente, il professor Giorgio Chiandussi del Politecnico di Torino, per stabilire le cause tecniche del crollo. Al momento non è ancora chiaro in quale delle due gru – quella mobile o quella del cantiere – si sia verificato il problema che ha portato alla caduta di entrambe, visto che erano legate assieme. Inoltre i periti dei vigili del fuoco stanno verificando se – come è stato detto dai primi istanti dopo lo schianto – abbia ceduto il terreno sotto il peso della gru edile. Le indagini sono indirizzate anche verso un possibile errore umano. Per questo già sabato pomeriggio il magistrato per oltre un’ora ha ascoltato – come persona informata sui fatti – la testimonianza del manovratore che era alla guida dell’autogru, Mirzad Svrka, 39 anni, bosniaco residente nel torinese, che è miracolosamente scampato alla tragedia ed ora è il testimone chiave dell’indagine. Lui si trovava al posto di manovra su un mastodontico camion accanto alla gru: azionando leve e comandi pilotava il braccio d’acciaio telescopico, a cui era agganciato un altro braccio d’acciaio, lungo una cinquantina di metri – ossia quello della gru edile – assemblata pezzo dopo pezzo in di due giorni di lavoro e che si è accartocciata su se stessa, trascinando con se i tre operai. Solo dalle prime risultanze della consulenza saranno stabilite eventuali responsabilità.

La procura prenderà in esame anche i diversi ruoli che – tra appalti e subappalti – hanno ricoperto le tre ditte coinvolte nei lavori del cantiere. La morte degli operai ha scatenato una scia di polemiche legate al boom di cantieri aperti, stimolati dai bonus statali. Nove imprese su dieci – ha sottolineato il direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro Bruno Giordano – non sono regolari». (Fonte)

Pubblicato da Mario Ferraioli

MARIO FERRAIOLI - CEO e SOFTWARE ENGINEER nel '94 fonda lo STUDIO ALBATROS con l'obiettivo di realizzare applicativi per la sicurezza sul lavoro con metodi basati su un sistema esperto.

Una risposta a “Gru precipitata, la procura indaga per omicidio. Il nodo sicurezza: nel mirino la catena di appalti”

  1. solo una domanda, se l’Ispettorato nazionale del Lavoro pontifica che 9 aziende edili su 10 NON SONO IN REGOLA come mai nessuna di queste “9” (con relativi titolari e teste di legno e committenti compiacenti e verificatori fiscali e tecnici e tecnologici) viene bloccata in sempiterna memoria e con lei tutti i cantieri in cui lavora??? magari qualcuno mi risponde ma per favore non parlatemi di “garantismo” …

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