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La Cina prende impegni sul clima, Greenpeace: “Un primo passo avanti, ora ne occorrono altri”

Secondo quanto riportato da alcune fonti giornalistiche, oggi la Cina ha sottoscritto l’obiettivo di ridurre entro il 2030 l’intensità di carbonio del 60-65 per cento rispetto ai livelli del 2005. L’annuncio è stato fatto dal premier cinese Li Keqiang durante una visita ufficiale in Francia.

La decisione della Cina è parte di un piano di contrasto ai cambiamenti climatici che ogni Paese deve sottoporre alle Nazioni Unite in vista della conferenza mondiale sul clima che si terrà a Parigi il prossimo dicembre. “Finora la Cina ha sempre giocato in difesa la partita sul cambiamento climatico, perciò oggi è stato fatto un primo passo importante verso un ruolo più attivo. Affinché la Conferenza di Parigi sia un successo, occorre però che tutti gli attori principali – la stessa Cina, ma anche l’Unione Europea – si pongano obiettivi più ambiziosi”, dichiara Luca Iacoboni, responsabile della campagna Clima e Energia di Greenpeace Italia.

L’annuncio cinese arriva dopo gli impegni già presi da Unione Europea e Stati Uniti. Tutti i più grandi inquinatori hanno dunque messo sul tavolo delle trattative i rispettivi obiettivi in vista della Conferenza sul Clima di Parigi. “L’impegno di oggi è solo un punto di partenza. L’obiettivo annunciato non riflette pienamente l’importante transizione energetica già avviata in Cina. Se prendiamo in considerazione fattori come il calo dei consumi di carbone, larobusta crescita delle rinnovabili e il drammatico bisogno di sconfiggere l’inquinamento atmosferico, siamo convinti che la Cina possa andare ben oltre quanto proposto oggi”, conclude Iacoboni.

di Tommaso Tautonico

Mario Ferraioli

MARIO FERRAIOLI - CEO e SOFTWARE ENGINEER nel '94 fonda lo STUDIO ALBATROS con l'obiettivo di realizzare applicativi per la sicurezza sul lavoro con metodi basati su un sistema esperto.