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LAVORO: Sempre più operai anziani nei cantieri edili

L’invecchiamento è costante e progressivo. Attualmente solo il 14,75% della forza lavoro impiegata ha meno di 31 anni

Maestranze sempre più anziane nei cantieri edili: solo il 14,75% dei lavoratori ha meno di 31 anni. Anche il mondo dell’edilizia deve affrontare il problema dell’invecchiamento anagrafico, diventato ormai un problema costante e trasversale in ogni ambito del mondo del lavoro. A Brescia l’età media degli operai è ormai sopra i 40 anni. Secondo i dati Cape (Casse edile), dall’ottobre 2018 al settembre di quest’anno, di tutti gli operai impiegati in imprese edili, oltre 2.500 sono quelli fino ai 30 anni, numero che sta superando i 2.800 in questi ultimi mesi del 2019. Preoccupa, però, il trend rispetto al passato.

«Si registra – spiega Ibrahima Niane, vicepresidente di Cassa Edile – un lieve calo dei lavoratori under 31, passati dal 14,91% nel 2018 al 14,75% nel 2019». Questa leggera flessione va letta alla luce dell’aumento considerevole degli over 50, passati da 4.799 a 5.425. Il timore è che con il tempo i giovani saranno sempre meno, non solo per le oggettive dinamiche demografiche, ma anche perché il mondo edile ha sempre meno appeal tra le nuove generazioni.Un dato su tutti: lo scorso anno la scuola bresciana dell’Eseb (Ente sistema edilizia Brescia) contava una quindicina di iscritti ai corsi contro una media di 75 registrata una decina di anni fa. Si paga, certamente, la crisi del settore immobiliare, che ha portato molte famiglie ad indirizzare i propri ragazzi verso altri settori. Ora che l’edilizia sembra essere ripartita, non è facile recuperare in tempi rapidi il gap che si è creato tra domanda ed offerta di lavoro.

Non c’è solo una questione di quantità ma anche di qualità, perché le imprese cercano figure giovani, capaci di gestire con dimestichezza le nuove tecnologie introdotte nel settore ormai da diversi anni. La digitalizzazione è entrata ormai anche nei cantieri, con benefici perché – se usata bene – permette di rendere il lavoro più prevedibile, controllabile e meno rischioso. «Mancano le professionalità moderne richieste dal comparto, che preme per un sempre più urgente rinnovamento in chiave digital – precisa il presidente di Cassa Edile, Raffaele Collicelli – le aziende continuano a domandare maestranze specializzate e aggiornate, che abbiano familiarità con il Bim e sappiano applicare le potenzialità informatiche ai processi di pianificazione, progettazione e gestione dei cantieri».

In teoria, l’edilizia rappresenta per i giovani un settore che offre ancora molte opportunità di inserimento lavorativo. Il recente rapporto Excelsior sulla provincia di Brescia evidenzia che negli ultimi mesi, nel nostro territorio, su un totale di 28.160 assunzioni, oltre l’8,5% è stato nel comparto del costruito. I dati della Camera di Commercio di Brescia riportano che nei mesi da settembre a novembre 2019, su 12.600 nuovi assunti, circa un quinto ha trovato lavoro nel settore delle costruzioni.
A livello di tipologia contrattuale, delle entrate di novembre Excelsior stima che più del 96% ha ottenuto un contratto come dipendente, con assunzioni a tempo indeterminato, determinato o apprendistato. «Eppure – sottolineano dal Cape – l’edilizia sembra non allettare le nuove generazioni, impegnate a fronteggiarsi per i pochi posti disponibili in altri settori professionali». Da qui il cortocircuito, con le aziende che fanno fatica a reperire giovani maestranze, sia per mancanza di candidati, sia per un’inadeguata preparazione degli stessi. 

Mario Ferraioli

MARIO FERRAIOLI - CEO e SOFTWARE ENGINEER nel '94 fonda lo STUDIO ALBATROS con l'obiettivo di realizzare applicativi per la sicurezza sul lavoro con metodi basati su un sistema esperto.

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