L’impatto della digitalizzazione su salute e sicurezza sul lavoro

L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha effettuato, nel corso degli ultimi mesi, un’indagine che aveva l’obiettivo di comprendere quali potessero essere le opportunità legate alla digitalizzazione in ambito di sicurezza degli ambienti di lavoro. L’avvento imponente della tecnologia e del digitale, sta trasformando il modo di vivere la propria professione soprattutto a livello di tutela della salute dei professionisti mentre svolgono le proprie mansioni. L’intelligenza artificiale, la robotica avanzata, i dispositivi indossabili e i big data sono innovazioni che hanno portato al modificarsi della gestione della propria attività professionale, sia in termini di tempo, che di soggetti coinvolti, per non parlare poi della location che può variare in base alla propria mansione. Tali mutamenti, quindi, hanno introdotto nuove opportunità da sfruttare ma anche problematiche relative alla sicurezza sul luogo di lavoro. 

Proprio sulla base di questi stravolgimenti l’istituto ha deciso di pubblicare un documento dal titolo “Digitalizzazione e salute e sicurezza sul lavoro: un programma di ricerca dell’EU-OSHA”, in cui si parla principalmente di quelli che potrebbero essere gli effetti dell’utilizzo delle nuove tecnologie negli ambienti di lavoro, prendendo al tempo stesso in esame le potenzialità di questa nuova tecnologia per perfezionare le condizioni lavorative. 

I rischi per la salute dei lavoratori

Nell’era odierna, che si può senza dubbio definire della “digitalizzazione” i lavoratori hanno la necessità di essere tutelati da eventuali rischi per la propria salute fisica e mentale. I nuovi scenari che si prospettano nell’immediato futuro, infatti, devono essere gestiti al meglio in modo da evitare di pesare troppo nell’individuo, scatenando così una serie di reazioni a catena che possono portare a malesseri e incidenti. Diversi sono i fattori a cui si sta prestando attenzione affinché non vadano ad incidere sulla salute dei lavoratori, e possono essere raggruppati nelle seguenti categorie:

  •   Robot: i macchinari che vengono utilizzati ogni giorno sono sempre più tecnologici, utilizzano sempre più spesso l’intelligenza artificiale e si sono inseriti nel quotidiano come elementi indispensabili per l’esecuzione di qualsiasi tipo di attività professionale e non;
  • Controllo attraverso algoritmi di monitoraggio: negli ultimi anni i lavoratori si sono trovati ad essere controllati sempre più spesso dalla tecnologia e da sistemi di tracking della loro posizione. Uno degli scenari possibili nel prossimo futuro riguarda la creazione di macchine intelligenti che amministrano in autonomia ogni singola mansione dei dipendenti;
  • Non ci sono più i tempi di disconnessione: ormai la linea internet è disponibile in ogni città e paese. Nonostante questa situazione possa aver generato nuove forme di lavoro (come, ad esempio, lo smart working) rischia di porre i lavoratori in una situazione di stress continuo dovuto alla richiesta da parte delle aziende di costante reperibilità in ogni momento della giornata.

La robotica e la sicurezza sul lavoro

All’interno del rapporto pubblicato dall’Agenzia, è riportato che i robot risultano essere sempre più collaborativi e intelligenti, in quanto dotati spesso di intelligenza artificiale e di sensori di aggiornamento che permettono un’effettiva collaborazione tra essi e i lavoratori. Al punto che ben presto rischiano di diventare “una presenza familiare negli ambienti di lavoro“.

Essi potranno svolgere non solo di azioni di tipo fisico, ma anche di tipo cognitivo. Non bisogna dimenticare, ad esempio, che alcuni macchinari vengono attualmente impiegati nell’assistenza per l’elaborazione di diagnosi mediche o, addirittura, in campo legale. E’ sempre più vicino, quindi, il momento in cui entreranno a far parte della quotidianità anche nelle mansioni che richiedono un costante contatto con il cliente.  L’impiego dei macchinari con intelligenza artificiale all’interno dei luoghi di lavoro può essere considerato un vantaggio sotto molti aspetti. Tra questi c’è la possibilità di affidargli una mansione che richieda grandi  sforzi fisici o azioni ripetitive: in tal modo si può migliorare la vita all’interno del luogo di lavoro limitare gravi incidenti o morti bianche. Un altro plus è quello di dare l’opportunità di accedere  a determinate professioni o luoghi di lavoro anche a persone che ne sarebbero escluse come lavoratori anziani o disabili. Oltre ai benefici, però, l‘impiego della robotica può apportare anche diversi svantaggi. Un aspetto da non trascurare, ad esempio, riguarda la programmazione dei macchinari, vale a dire il rischio che possano iniziare a comportarsi in modo imprevisto. Non bisogna dimenticare, infatti, che gli apparecchi dotati di intelligenza artificiale sono in costante apprendimento. Molto importante è anche l’eventualità che i lavoratori a cui viene richiesto di svolgere delle mansioni insieme ai robot potrebbero subire un’importante pressione mentale. In questo caso, l’individuo sarebbe costretto ad adeguarsi al loro ritmo riducendo, al tempo stesso, il contatto umano con i propri colleghi.

L’uso degli esoscheletri

All’interno del documento pubblicato dall’Agenzia viene preso in considerazione anche l’ambito di applicazione degli esoscheletri, ossia quei dispositivi di assistenza che il lavoratore indossa al fine di svolgere al meglio delle attività di movimentazione manuale, alleggerendo quindi il carico sul suo sistema muscolare. Nonostante però questi dispositivi siano un valido aiuto nella quotidianità dei lavoratori manuali, secondo l’OSHA,  potrebbero comunque comprometterne la salute.

All’interno del documento è riportato che “non si conoscono gli effetti a lungo termine del ricorso agli esoscheletri sui parametri fisiologici, biomeccanici e psicosociali. Inoltre, in base alla gerarchia delle misure di controllo, le misure di prevenzione tecniche e organizzative collettive sono sempre da ritenersi prioritarie, mentre le misure di prevenzione tecniche individuali (come quella di dotare un lavoratore di un esoscheletro) sono considerate come ultima ratio”.

Algoritmi, big data e intelligenza artificiale

Nel documento dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro è stato inoltre dato molto spazio anche alle tecnologie di monitoraggio digitali mobili  – per tali dispositivi si intendono sia quelli indossabili (come, ad esempio, badge, braccialetti e smartwatch), che quelli integrati all’interno degli abiti – che stanno entrando a far parte della nostra quotidianità, consentendo all’azienda di monitorare le azioni dei dipendenti in tempo reale, in modo sempre più puntuale e pressante. Con queste nuove tecnologie, infatti, le macchine riescono a registrare in tempo reale l’attività dei lavoratori, i loro segni vitali, eventuali situazioni di stress, analisi delle espressioni micro facciali, oltre ad individuare semplicemente la loro posizione (come avviene, ad esempio, con i rider per la consegna del cibo take away). Tale controllo costante, tuttavia, può dare vita ad un impatto negativo sulla salute mentale del lavoratore che, così, potrebbe avere la percezione di una progressiva mancanza di fiducia delle proprie capacità o competenze da parte dell’azienda. Si potrebbe assistere, di conseguenza, al rischio di modificare il ritmo di lavoro e la produttività dei propri collaboratori che, in questo modo, si vedrebbero violata la propria privacy.

Pubblicato da Mario Ferraioli

MARIO FERRAIOLI - CEO e SOFTWARE ENGINEER nel '94 fonda lo STUDIO ALBATROS con l'obiettivo di realizzare applicativi per la sicurezza sul lavoro con metodi basati su un sistema esperto.