Obbligo di pannelli solari sugli edifici: cosa prevede la proposta dell’Ue

L’Unione europea propone di rendere obbligatoria l’installazione dei dispositivi fotovoltaici: l’obiettivo è “ridurre la nostra dipendenza energetica dalla Russia il più rapidamente possibile”, ha spiegato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Ecco che cosa sappiamo del progetto.

L’Unione europea cerca di svincolarsi dalla dipendenza energetica verso la Russia, e tra le azioni messe in campo c’è anche la proposta di rendere obbligatori i pannelli solari per gli edifici commerciali, pubblici e residenziali

La proposta della Commissione europea è stata annunciata dalla presidente Ursula von der Leyen, secondo cui l’obbligo di pannelli solari su tutti gli edifici è “un piano ambizioso ma realistico

“Proponiamo di rendere obbligatori i pannelli solari per gli edifici commerciali e pubblici entro il 2025 e per i nuovi edifici residenziali entro il 2029”, ha detto la presidente della Commissione europea

La proposta dell’Unione europea è contenuta all’interno di RePowerEu, un piano proposto dal corpo di governo dei 27 per “ridurre la nostra dipendenza energetica dalla Russia il più rapidamente possibile”, ha spiegato Ursula von der Leyen

Per farlo la Commissione ha deciso di mobilitare “quasi 300 miliardi di euro: circa 72 euro miliardi di sovvenzioni e 225 miliardi di euro di prestiti”, ha spiegato ancora la presidente von der Leyen

“Cominceremo con la cosa più ovvia: il risparmio energetico è il modo più rapido ed economico per affrontare il problema crisi energetica attuale”, ha detto. “Aumenteremo quindi l’obiettivo di efficienza energetica dell’Ue per il 2030 dal 9% a 13%. E stiamo aumentando l’obiettivo 2030 per l’energia rinnovabile dell’Ue dal 40% al 45%

Per raggiungere quest’ultimo traguardo la Commissione ha proposto che gli impianti per le rinnovabili diventino “prevalente interesse pubblico” per legge, al fine di accelerare i permessi e obiettivi più ambiziosi per le energie pulite al 2030

Con questo passo, buona parte delle procedure burocratiche per l’autorizzazione possono essere condotte non dal singolo sviluppatore del progetto, ma a livello macro per l’intera area dove il progetto per le rinnovabili avrà sede

In concreto gli Stati membri dovrebbero istituire aree di riferimento dedicate per le energie rinnovabili (cosiddette “go-to-areas”) con procedure di autorizzazione abbreviate e semplificate in aree con rischi ambientali inferiori. Per la rigenerazione di impianti in queste aree il tempo per le autorizzazioni non dovrebbe superare i sei mesiPUBBLICITÀ

Questo piano “è ambizioso ma realistico”, ha chiuso la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: “Sappiamo che quando l’Europa agisce insieme, ha più influenza”

Pubblicato da Mario Ferraioli

MARIO FERRAIOLI - CEO e SOFTWARE ENGINEER nel '94 fonda lo STUDIO ALBATROS con l'obiettivo di realizzare applicativi per la sicurezza sul lavoro con metodi basati su un sistema esperto.