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PROFESSIONE: ‘Ingegneri a basso costo’, il CNI chiede chiarimenti al Governo

h_54399_01“In Italia, il rapporto qualità/costo di professionisti altamente specializzati è estremamente competitivo con le altre nazioni europee. Un ingegnere in Italia guadagna mediamente in un anno 38.500 euro, mentre in altri Paesi lo stesso profilo ha una retribuzione media di 48.500 euro l’anno”.

Questa la frase contestata dal Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI), scritta all’interno della brochure del Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), distribuita durante la presentazione del piano nazionale Industria 4.0 per attrarre investimenti esteri in Italia.

Redditi bassi degli ingegneri italiani: incontro CNI-MISE

Considerare i bassi redditi degli ingegneri italiani come fattore positivo per l’attrazione d’investimenti esteri, invece che come un dramma, ha fatto attivare il CNI che ha richiesto un incontro urgente con il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Il Ministro ha risposto al Consiglio Nazionale in tempi molto brevi e si è reso disponibile per un primo confronto lunedì 24 ottobre 2016.

Il CNI ha evidenziato che Calenda, già nel corso di un’audizione del MISE dello scorso 5 ottobre sulle linee programmatiche del dicastero, aveva mostrato la sua propensione a ‘correggere l’errore’ quando alcuni dei parlamentari hanno chiesto spiegazioni al rappresentante del Governo sulla questione.

Nel suo intervento il Ministro Calenda ha giustificato la scelta del Mise come una semplice comparazione con Germania ed Inghilterra, sottolineando che la dignità degli ingegneri viene prima di qualunque parametro economico.

Si è inoltre dimostrato disponibile ad eliminare questo parametro dalla brochure se si dovesse convenire sul suo carattere lesivo della dignità degli ingegneri.

La questione dei redditi bassi degli ingegneri

Tra le prime a denunciare “il paradosso” pubblicizzato dal MISE, Eleonora Voltolina, fondatrice della Repubblica degli Stagisti, che non riesce a comprendere come possa “un Governo presentare all’estero come “vantaggio” un dato che all’interno, per i cittadini, é un dramma e tra le prime cause della nuova emigrazione”.

Poi aggiunge: “Che i lavoratori italiani siano pagati troppo poco è un dato politicamente negativo, che chi governa deve impegnarsi a mutare attuando politiche che abbiano come obiettivo quello di dare a tutti, specialmente a chi ha un’alta formazione, opportunità di impiego più eque e dignitose dal punto di vista della retribuzione. Dato questo presupposto, “vendere” i bassi salari come fattore competitivo dell’Italia è ben poco sensato, se contemporaneamente si dovrebbe lavorare per farli salire!”.

La questione degli stipendi bassi dei professionisti italiani era però stata sollevata da ingegneri ed architetti, molto tempo prima che il MISE la ‘sfruttasse in chiave positiva’ nella brochure. (edilportale.it)

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