Superbonus per tutti al 90%, arriva il quoziente familiare sulle villette

Sul tavolo la relazione al Parlamento sulle risorse 2022 e la Nadef con i saldi per la manovra. Tra 15 e 18 miliardi per l’energia, poi Flat tax e pensioni

Il Superbonus, l’insieme delle agevolazioni per tutti gli interventi edilizi volti al cosiddetto “efficientamento energetico”, cambia con il nuovo governo Meloni. Una “manutenzione straordinaria” farà scendere la quota di rimborso al 90% per i condomini. Le abitazioni unifamiliari poi vengono reinserite con la stessa percentuale, a patto però che siano utilizzate come prima casa. E che i proprietari rientrino in una soglia di reddito (ancora da fissare) calcolata in base alla numerosità della famiglia, per “una maggiore equità”. L’esame parlamentare potrà “cambiare questa aliquota”.

Il Sole 24 Ore ha anticipato le mosse dell’esecutivo, in vista della Legge di Bilancio 2021 da almeno 21 miliardi, di cui 15 miliardi per il contrasto al caro energia, anche se lo stanziamento potrà essere rivisto al rialzo. Oggi pomeriggio il Consiglio dei ministri varerà la nuova Nadef, che bloccherà le risorse per il prossimo decreto sulle bollette. Intanto dallo studio “Incentivi fiscali e Superbonus: le opinioni e i problemi dei professionisti”, sviluppato da Fondazione Inarcassa e Ref ricerche emerge che bonus e incentivi fiscali per l’edilizia hanno aiutato i professionisti. Otto architetti e ingegneri liberi professionisti su 10 hanno fatto lavori usufruendo degli incentivi e di questi il 73% ha fatto interventi applicando il Superecobonus 110%. Un professionista su tre inoltre attribuisce più della metà del proprio fatturato dell’ultimo biennio ai bonus fiscali.

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Il beneficio fiscale non sarà più dunque del 110%, ma arriverà massimo al 90%. Potrà ottenere questa agevolazione chi, in prima casa, risiede in un’abitazione unifamiliare, con reddito massimo di 15mila euro: la soglia sale con più figli a carico.

Proprio qui arriva l’altra grande novità del governo: il debutto del quoziente nel sistema fiscale per misurare il reddito della famiglia, con una mossa che nei programmi del centrodestra dovrebbe progressivamente allargarsi a tutto l’impianto dell’Irpef, mettendo in soffitta il contesto Isee.

Oggi l’esecutivo approverà la Nadef, la nota di aggiornamento del Def, che conterrà gli interventi che saranno inseriti nella prossima legge di Bilancio. La riforma dei bonus edilizi sarà presente.

Può tornare anche in gioco la replica del bonus da 150 euro per i redditi più bassi, oltre all’anticipo a fine 2022 di alcune spese in calendario per il prossimo anno. La relazione dovrebbe essere votata insieme alla Nadef giovedì 10 al Senato, mentre il calendario alla Camera, condizionato dal decreto Aiuti-ter, sarà deciso lunedì. In ogni caso correrà parallelo, per aprire la strada al consiglio dei ministri con il nuovo decreto Aiuti entro la prossima settimana.

10 miliardi le risorse per estendere le misure contro il caro bollette per il mese di dicembre, con un decreto atteso per la prossima settimana. Sono invece 21 miliardi le risorse già disponibili per la prossima manovra di bilancio. Nella Nadef si parlerà anche di flat tax: la soglia che permette alle partite Iva di pagare la tassa piatta del 15% salirà fino a 85mila euro di reddito dagli attuali 65mila. Per quanto riguarda invece il reddito di cittadinanza, ci potrebbe essere una stretta sui rinnovi dell’assegno per chi è in grado di lavorare.

Negli ultimi calcoli del Mef, l’obiettivo del Pil per il 2023 dovrebbe rimanere attestato a +0,6%, in un quadro generale che dunque dovrebbe essere ritoccato per stimare una crescita un po’ più alta quest’anno e più bassa il prossimo.

Pubblicato da Mario Ferraioli

MARIO FERRAIOLI - CEO e SOFTWARE ENGINEER nel '94 fonda lo STUDIO ALBATROS con l'obiettivo di realizzare applicativi per la sicurezza sul lavoro con metodi basati su un sistema esperto.