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UMORISMO: LE 25 BUONE RAGIONI PER (NON) SPOSARSI UN ARCHITETTO

Lo voglio dire soprattutto ai giovani, mettersi in casa un architetto comporta dei rischi. Qualcuno vi deve avvisare degli inconvenienti che implica e delle contraddizioni che solleva.

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IN TEORIA

Siccome nessun architetto si manifesta subito, chiaramente, per quello che è, occorre smascherarlo un po’ per volta con testimonianze indirette o fughe di notizie tramite informatori.

Innanzitutto prima di mettersi in casa un architetto, si consiglia comunque un periodo di convivenza che oscilli tra gli 8 mesi e i 6 anni senza soluzione di continuità. Dal momento in cui si sceglie di mettersi in casa un architetto un importantissimo dettaglio è che la casa sia già terminata e quando si dice “terminata” intendo proprio “terminata” in ogni sua singola parte ma soprattutto anche arredata con mobili in quantità non solo sufficiente ma anche leggermente eccedente al necessario, in modo che l’architetto non sia neanche tentato dall’effettuare aggiunte creative.

Questo, comunque, non mette completamente al riparo da interventi in variante. Resta sempre il rischio che l’architetto maturi l’intenzione di effettuare iniziative robuste, tipo modificare la destinazione di qualche stanza, ad esempio la camera da letto al posto del salotto o la cucina nel soggiorno. Di solito queste iniziative vengono introdotte adducendo motivazioni quali la luminosità, il panorama, l’esposizione o il feng shui.

In genere l’architetto può desistere da questo progetto dopo aver quantificato lo sforzo economico, operazione che verrà effettuata con regolare computo metrico dei lavori a farsi. Se all’architetto verrà impedito di movimentare l’arredo, certamente prima o poi, più prima che poi, comincerà ad introdurre in vari ambienti oggetti di design molto complessi e di scarsa utilità. Oppure proverà la sostituzione di altri obsoleti o noiosi con noti pezzi da collezione, tipo la radio Brionvega, il cavatappi Guzzini o la caffettiera Alessi. Se la casa è dotata di un benché minimo sfogo esterno, l’architetto certamente introdurrà l’elemento “verde”, con piantagioni di gerani e barriere siepate potate ad arte. Tuttavia la fase del giardinaggio è quasi sempre una parentesi breve, a scadenza, in quanto gli architetti sono attratti dalla vegetazione ma farebbero morire di sete anche un cactus, quindi dopo qualche tempo il verde sarà sostituito da più agevoli elementi acquista da BRICO, resistenti ad ogni clima ed imperizia.

Per i primi mesi mettersi un architetto in casa significa accogliere le sue strategie di organizzazione che possono manifestarsi in vari modi. Ad esempio nelle modalità di raccolta della spazzatura in maniera scientifica con contenitori di colore e grandezza diversa, oppure nel sistemare in ordine alfabetico la libreria o ancora la suddivisione rigida, stagionale, degli armadi.

Quindi, prima o poi l’architetto, comincerà a trattare la questione del risparmio energetico. La prima operazione sarà la sostituzione di tutte le lampadine dell’abitazione con altre con tecnologia a LED che causeranno il progressivo abbassamento della vista di entrambi, la seconda operazione riguarderà la manutenzione degli infissi esterni (persiane, doppi vetri ecc.) attraverso una ricerca attenta di quelli che lui chiamerà insistentemente “ponti termici”, concetto fino a quel momento ignoto.

Mettersi in casa un architetto vuol dire rinunciare a qualsiasi schema orario prestabilito. E’ noto infatti che l’architetto utilizzerà la sua abitazione come una tavola calda H24 ed un motel d’autostrada. Per questo motivo, nei giorni feriali, i passaggi dell’architetto in casa saranno rari come quelli della cometa Hyakutake. Ma anche nei festivi l’architetto tenderà a non abbandonare mai il proprio lavoro, organizzando cene finte con colleghi veri, solo per confrontarsi sull’ultimo bando di concorso o per vedere le foto dell’ultimo viaggio in località sconosciute ai più.

Inoltre bisogna sapere che un architetto ha sempre almeno un paio di amici stravaganti che esercitano su di lui, non si sa come e perché, un fascino particolare. Siccome questi amici hanno sempre controindicazioni che vanno dall’abbigliamento improbabile a qualche piccolo problema con la giustizia, bisogna sapere che intrattenerci rapporti confidenziali in occasioni ufficiali, non sarà sempre una buona idea.

Sposarsi un architetto inoltre, nonostante le sue intenzioni di standardizzazione dei processi, condannerà ogni abitazione ad un disordine moderatamente costante e distribuito, fatto di post-it, cataloghi di piastrelle, numeri di DOMUS dal 1997 al 2006, riviste disseminate ovunque, sempre sul punto di essere buttate e infine sempre salvate perché c’è una pagina che “può sempre servire”. Un buon espediente è riservare, avendola, una camera che l’architetto di famiglia possa gestire liberamente. Tale ambiente verrà sgomberato con cadenza semestrale con l’intervento dei NAS accompagnati da un reparto qualificato della nettezza urbana dotato di mezzi speciali.

Va precisato che l’architetto conosce benissimo, in teoria, il funzionamento di qualsiasi attrezzatura dell’abitazione ma non è assolutamente in grado di riparare nulla, anzi in caso di cattivo funzionamento, ad esempio della tenda a rullo, bisogna tenere l’architetto molto lontano dall’articolo e chiamare immediatamente uno che ne capisce. Più l’architetto proverà a sistemare l’oggetto danneggiato più dovrà essere esperto quello che dovrete chiamare dopo.

Inoltre litigare con un architetto è sempre molto faticoso, per formazione culturale l’architetto ha conoscenze sia logiche che artistiche, per questo motivo può improvvisamente spostare la discussione da un campo strettamente logico al paradosso. Citare Kant e subito dopo, a sorpresa, Enzo Miccio, destabilizzando in maniera decisiva il bisticcio.

Infine bisogna sapere che un architetto, di genere maschile, non contempla neanche l’esistenza di alcuni elettrodomestici importanti tipo l’aspirapolvere o il ferro da stiro, mentre la femmina ignora l’utilizzo di almeno il 90% delle funzioni della cucina.

IN SOSTANZA

1. Un architetto sarà sempre più innamorato del suo lavoro che del suo partner… TU verrai sempre dopo: lo Studio, il cantiere, il comune, la Soprintendenza, quel progetto da consegnare ASSOLUTAMENTE domani, le tavole da stampare, il computo metrico, i committenti etc, etc etc…
2. È solitamente affetto da disturbo narcisistico della personalità e megalomania. In quanto TUTTOLOGO riesce a parlare di qualsiasi cosa, e le sue idee sono sempre migliori delle tue… Ogni cosa che non ha progettato lui ha qualcosa che non va.
3. Nessuno, a parte Mies, Frank Lloyd Wright e Le Corbusier può permettersi di dire che il suo progetto fa cagare!
4. Quando deve convincerti di qualcosa, non esita a sfoggiare una dialettica degna di Socrate. Quando deve spiegarti un progetto, idem.
5. Esprimono opinioni radicali su tutti gli argomenti: tu non capisci un cazzo di pittura, scultura, cinema, teatro, musica, fotografia… LUI si.
6. In presenza di altri architetti parla SOLO di Architettura.
7. È un creativo, ciò giustificherebbe la totale mancanza di senso pratico.
8. È un creativo, ciò lo giustifica anche dal ritardo PATOLOGICO (ditemi quando mai un architetto è arrivato da qualche parte puntuale…)
9. Spesso pensa di risolvere tutti i problemi della vita con Ctrl-Z.
10. Ha manie di onnipotenza, e quando gli chiedete di darvi una mano in casa crede di poter spostare gli oggetti col comando Offset.
11. Nel suo vocabolario quotidiano ci sono termini come offsettare, trimmare, estrudere…
12. Presenta una spiccata attitudine all’alcolismo e all’uso (e abuso) di cannabinoidi…
13. È solito parlare da solo e/o col suo computer, e in pieno delirio creativo-progettuale può arrivare ad alzarsi di scatto dal letto alle 3 di notte perché ha trovato la soluzione per il progetto.
14. Può lavorare anche più di 18 ore di fila su 24… rilievi, nottate al CAD, sonno arretrato dai tempi dell’università, code al catasto, fotocopie e rilegature di fascicoli, e stare troppo tempo davanti al computer li rende NERVOSI, IRRITABILI, ALIENATI… se gli parli non ti sente neppure… nella situazione di cui sopra, se si blocca il plotter, scappate!!!
15. I suoi ritmi biologici sono da sempre completamente stravolti… ingoia cisterne di caffè a ogni appuntamento coi clienti e la sera è talmente schizzato che per calmarlo bisognerebbe iniettargli un neurolettico in vena!
16. Alla guida sarà sempre e comunque distratto; guarderà un edificio, un albero e, se proprio non c’è nulla, lo skyline…
17. Se state andando da qualche parte e per strada scorge qualcosa di interessantissimo, la meta diventa tutt’altra.
18. Quando cammina a testa bassa fingendo di ascoltarvi in realtà sta pensando di fare una foto alle mattonelle e usarla come texture…
19. Ha sul portatile più fotografie di paesaggi ed elementi da usare in un rendering che di voi.
20. Qualunque cosa viene analizzata sotto l’aspetto estetico, ANCHE VOI verrete giudicata/o secondo i canoni vitruviani.
21. Scarabocchiano e fanno schizzi su tutto, anche sulla tovaglia di carta della pizzeria e sulla carta igienica mentre sono al cesso…
22. È rigorosamente vietato usare parole come “carino” in sua presenza, potrebbe azzannarvi alla gola o, peggio, farvi una lezione sul Movimento Moderno…
23. Quando esci con lui ti fa notare continuamente come sono progettati male i bagni, che le uscite di emergenza non sono a norma e che le scale non sono disposte nel modo più congeniale.
24. Se partite per un viaggio romantico a Parigi non vi porterà a vedere la Tour Eiffel, ma vi trascinerà per quartieri sconosciuti alla ricerca di quel progetto visto su Domus, Lotus, Casabella…. o era El Croquis???
25. Persino quando sistema il cibo dentro al frigo lo fa sempre rispettando la composizione di pieni e vuoti senza lasciare nulla al caso…. anche apparecchiare la tavola diventa un “interessante” dibattito sulla composizione più o meno simmetrica formata dalla combinazione piatto-posate-bicchiere…

Detto questo: auguri.

http://presstletter.com/

Mario Ferraioli

MARIO FERRAIOLI - CEO e SOFTWARE ENGINEER nel '94 fonda lo STUDIO ALBATROS con l'obiettivo di realizzare applicativi per la sicurezza sul lavoro con metodi basati su un sistema esperto.