GIURISPRUDENZA e SICUREZZA – Responsabilità del Consulente per la Sicurezza: Le Più Recenti Sentenze della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha recentemente riaffermato la responsabilità dei consulenti aziendali incaricati di effettuare analisi preliminari sullo stato dei macchinari in ambito di sicurezza sul lavoro. Anche quando la valutazione finale dei rischi è compito dell’azienda committente, le omissioni e le negligenze nelle analisi preliminari possono comportare gravi responsabilità per i consulenti. Questo articolo, aggiornato con le ultime sentenze della Cassazione, esplora le responsabilità dei consulenti della sicurezza, con particolare riferimento alla sentenza n. 15050 del 26 giugno 2009.

La Sentenza della Cassazione n. 15050 del 26 giugno 2009

Contesto della Sentenza

La sentenza n. 15050 del 26 giugno 2009, emessa dalla Sezione Lavoro della Cassazione, ha riguardato un consulente aziendale incaricato di redigere un’analisi preliminare sullo stato dei macchinari esistenti in un’azienda. Questa analisi era propedeutica alla valutazione dei rischi che sarebbe stata successivamente elaborata dalla committente. La Corte d’Appello aveva accertato che, nell’ambito di tale incarico, la società di consulenza non aveva rilevato la necessità di una protezione laterale per una cesoia utilizzata dal lavoratore al momento dell’infortunio, pur avendo segnalato l’importanza di opere di adeguamento per altri macchinari.

Ricorso in Cassazione

La società di consulenza ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il loro incarico era limitato alla redazione di una relazione preliminare e che il compito di redigere il documento di valutazione dei rischi spettava al datore di lavoro, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 81/08

Decisione della Corte

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la distinzione tra la relazione preliminare e la stesura del documento di valutazione dei rischi non è rilevante ai fini della causazione dell’evento infortunistico, poiché la prima è presupposto della seconda. La Corte ha precisato che l’indagine svolta dalla società era estesa a tutti i macchinari, inclusa la cesoia che ha causato l’infortunio, senza che venisse segnalata la necessità di protezioni laterali per quest’ultima. La sentenza ha affermato che l’omissione nella relazione preliminare ha contribuito all’evento infortunistico, mantenendo il nesso causale tra l’analisi preliminare e l’infortunio subito dal lavoratore.

Nesso Causale e Obblighi del Consulente

Principio del Nesso di Causalità

Il nesso causale è la relazione esistente tra un’azione o un’omissione da parte di una persona e un evento dannoso o pericoloso. Ai fini dell’individuazione del nesso di causalità, trovano applicazione anche in sede civilistica i principi contenuti negli artt. 40 e 41 del codice penale, secondo cui è causa di un evento qualunque antefatto senza il quale tale evento non si sarebbe verificato (teoria della condicio sine qua non).

Giudizio Controfattuale

Per verificare il nesso causale, si utilizza il giudizio controfattuale, che prevede l’applicazione del procedimento di eliminazione mentale: un’azione è condicio sine qua non di un evento se non può essere mentalmente eliminata senza che l’evento stesso venga meno. Nel caso della sentenza in esame, l’omissione nella relazione preliminare sulla pericolosità della cesoia è stata ritenuta un fattore determinante per l’infortunio, poiché la sua rilevazione avrebbe potuto prevenire l’evento.

Obblighi del Professionista

Il consulente deve possedere specifiche cognizioni tecniche per assicurare il risultato promesso al committente, e il suo comportamento va valutato alla stregua del parametro della diligenza, rapportata alla natura e alla specie dell’incarico professionale (art. 1176 c. 2 c.c.). La Suprema Corte ha riconosciuto che il consulente, pur non essendo destinatario diretto degli obblighi prevenzionali, ha l’obbligo di mettere il datore di lavoro in condizione di adempiere ai suoi obblighi, in primis quello di valutare tutti i rischi.

Conclusioni

La sentenza n. 15050/2009 della Cassazione sottolinea il ruolo critico del consulente per la sicurezza nel processo di valutazione dei rischi aziendali. Anche quando il compito di redigere il documento di valutazione dei rischi è affidato al datore di lavoro, le omissioni nelle analisi preliminari possono configurare una grave responsabilità per il consulente. Questo rafforza l’importanza di un approccio rigoroso e diligente nella conduzione delle analisi di sicurezza, per garantire la protezione dei lavoratori e il rispetto delle normative vigenti.

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MARIO FERRAIOLI - Nel '94 fondo lo STUDIO ALBATROS, informatico e consulente aziendale sono autore di un software gestionale per la sicurezza sul lavoro e nei cantieri sviluppato in Intelligenza Artificiale.

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