Cani in ufficio, sempre più aziende dicono “sì”: migliorerebbe le prestazioni

Molte aziende stanno iniziando ad aprirsi alla possibilità che i dipendenti si portino al lavoro i loro amici animali. Secondo alcune ricerche, renderebbero il clima lavorativo più rilassato e migliorerebbero performance e creatività.

Avete mai pensato di portare il vostro cane inda office? Cioè, invece di lasciarlo a casa tutto il giorno, o pagare qualcuno per portarlo a pisciare, o correre voi in pausa pranzo a fargli fare una passeggiatina… averlo direttamente in ufficio, a farvi compagnia. Se l’idea vi piace, ci sono good news per voi! Molte aziende stanno infatti iniziando ad aprirsi alla possibilità che i dipendenti si portino al lavoro i loro amici animali. Top!

Tipo, a Crema da ottobre è cominciata una sperimentazione per i dipendenti del Comune, per capire come procede il lavoro con i pet al fianco. Al momento ci sono quattro cani e “Non si sono verificate criticità. Anzi, la presenza di un cucciolo aiuta a creare un clima positivo, senza considerare che i proprietari sono più tranquilli perché sanno che il cane non è solo a casa”, ha spiegato a Repubblica la sindaca Stefania Bonaldi. Quindi nessuno ha cagato sulle fatture, o mangiato il caricabatteria del Mac o pisciato sulle scarpe del capo. Ottime notizie.

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E a Milano a che punto stiamo? A Palazzo Marino il Regolamento per il benessere e la tutela degli animali, approvato nel 2020, prevede la possibilità di portare in ufficio il proprio cane. “Portare i cagnolini dà serenità, è un’opportunità per abbassare la tensione che può crearsi” ha confermato Paola Foschi, responsabile dell’Ufficio Animali del Comune. Il via libera è arrivato anche dall’università di Verona, secondo cui avere il pet in office favorirebbe il benessere del dipendente, ne ridurrebbe lo stress e aumentarebbe il livello di attività fisica. In generale, maggiore serenità e allegria. Chiaro, bisogna avere un po’ di buonsenso e rispettare alcune regole base, ma si può fare.

Per portare il cane in ufficio bisogna essere in regola con le vaccinazioni e soprattutto devono essere di taglia media. Bellissimi i Golden Retriever eh, ma forse troppo grossi per portarli al lavoro. Altro obbligo: il proprietario deve tenere a portata di mano la museruola. Quindi tranqui, non bisogna mettergliela fissa, giusto se serve. Poi chiaro, sarà sempre e solo il boss a decidere se far entrare o meno il pet, quindi nel caso la cosa vi interessi parlatene con i vostri superiori. Se li vedete poco convinti, fategli sapere che numerose ricerche (come la PAWrometer – Pets at Work della rete di cliniche veterinarie The Banfield Pet Hospital, effettuata su 1.000 dipendenti e 200 responsabili delle risorse umane di aziende americane) hanno evidenziato che 4 aziende su 5 che ammettono gli animali in ufficio hanno riscontrato vantaggi concreti sul clima aziendale.

Non solo: avere di fianco il proprio animaletto secondo le ricerche migliorerebbe la performance lavorativa. Ci sta: si è più tranquilli, rilassati, creativi e si sa che avere un animale al seguito migliora la socializzazione. E poi dai, mettono allegria. Oh, c’è pure una giornata che festeggia questa situation: il Take Your Dog to Work Day, ricorrenza inglese che dal 1999, il terzo venerdì di giugno, celebra la presenza di pet in office. Che dite, Imbruttiti… come lo vedete il vostro animal vicino alla vostra scrivania? (Fonte)

Mario Ferraioli

MARIO FERRAIOLI - CEO e SOFTWARE ENGINEER nel '94 fonda lo STUDIO ALBATROS con l'obiettivo di realizzare applicativi per la sicurezza sul lavoro con metodi basati su un sistema esperto.