Il Green pass viola i diritti fondamentali: le critiche del Garante della privacy in Belgio

L’autorità per la protezione dei dati personali fa chiarezza su rischi e limiti dell’estensione del certificato a luoghi pubblici e grandi eventi

Il Garante belga per la protezione dei dati personali ha chiesto chiarimenti e garanzie alla Regione Bruxelles, determinata a estendere dal 1 ottobre l’uso del Green pass a luoghi pubblici al chiuso ed esercizi commerciali. In particolare, l’authority per la privacy ha chiesto al governo regionale di dimostrare che i vantaggi forniti dall’estensione del certificato superino gli svantaggi e i rischi di discriminazione. Il garante ha inoltre preteso esplicitamente che venga vietata qualsiasi raccolta diretta o indiretta di dati personali. 

Come chiarito da diverse testate locali, il sistema di verifica del Green pass non prevede alcuna raccolta di dati personali. Le indicazioni del Garante vanno dunque intese come preventive rispetto a possibili problemi che potrebbero verificarsi con le nuove norme che avvicinano la disciplina sul certificato che verrà applicata a Bruxelles dal mese prossimo a quella già in vigore in Italia. Ad esempio, l’autorità ha chiesto che gli organizzatori di eventi di massa non possano accedere ai dettagli del certificato, come la tipologia di vaccino somministrato al visitatore o il periodo di validità del suo Green pass. Quest’ultimo si può infatti ottenere anche con un certificato di guarigione, che consente di avere il Green pass per sei mesi, o un recente test negativo.

In un passaggio della raccomandazione, il Garante ha precisato che “le estensioni temporali e materiali dell’ambito di applicazione” del Green pass “aumentano notevolmente l’ingerenza” causata dal certificato “nel diritto al rispetto della vita privata e nel diritto alla protezione dei dati personali” degli individui. Inoltre, “l’Autorità rileva che l’obbligo per chiunque di provare o di essere stato vaccinato, o di aver appena effettuato un test risultato negativo, o di essere guarito dal Covid-19 per poter accedere ai luoghi e alle attività della vita quotidiana interferisce con i diritti fondamentali dell’intera popolazione”. Di qui la richiesta di giustificare meglio la necessità di introdurre tali misure. 

Oltre alla richiesta di un divieto generale di raccogliere dati personali e per gli organizzatori di eventi di avere accesso a dati sensibili, il Garante ha raccomandato che i documenti attuativi della nuova disciplina siano “conformi ai requisiti previsti dalla legge costituzionale e diritto amministrativo”. Un altro avvertimento che la stampa belga ha letto come qualcosa di più di una semplice raccomandazione.

Mario Ferraioli

MARIO FERRAIOLI - CEO e SOFTWARE ENGINEER nel '94 fonda lo STUDIO ALBATROS con l'obiettivo di realizzare applicativi per la sicurezza sul lavoro con metodi basati su un sistema esperto.

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